a cura di
Gaetano G. Perlongo
(1996)
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Propongo in questa sezione ipertestuale
una lezione, tenuta nella biblioteca dell'Istituto di Fisica Sperimentale
dell'Università degli Studi di Palermo, subordinata ai sistemi a massa
variabile con relativa dissertazione nel campo missilistico. |
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(...) (II)
Quando un sistema materiale ha massa costante, basta conoscere il risultante
Per illustrare come questa relazione possa essere
usata nel caso generale cominciamo col considerare un esempio notevole, cioè
un razzo la cui propulsione derivi dalla espulsione ad alta velocità dei
propellenti di combustione del propellente. Descriviamo il fenomeno in un
sistema di riferimento inerziale che per brevità chiameremo sistema di
laboratorio. Se
dove
per
cui
Dividendo
per
Considerato che la variazione di massa M del
razzo è dovuta proprio alla espulsione di propellente (dm=-dM), si ha:
per
cui l'equazione (5) diviene:
relazione
che sostituita nella (1) fornisce infine:
In realtà la (8) vale in generale, sia nel caso
che il sistema espelle massa sia nel caso che esso riceva massa
dall'ambiente: la differenza nei due casi sta solo nel diverso andamento di
Si ha inoltre
sapendo
le variabili si ha:
e
integrando fra l'istante iniziale t0 e l'istante t:
da
cui
e
dunque infine:
dove
Esempio) (III)
Il veicolo spaziale Saturn V lanciato dagli Stati Uniti nell'ambito del
programma Apollo, che il 20 luglio 1969 portò un uomo sulla luna, è stato uno
dei veicoli spaziali più grandi mai realizzati. I razzi del suo primo stadio
avevano una spinta di 34 MN e, prima dello spegnimento e del successivo
distacco del primo stadio, erano in grado di bruciare ben 13.8 t di
combustibile al secondo per un totale di 150 sec. La massa iniziale totale
era di 2850 t. Trascurando la resistenza dell'aria e la gravità, calcolare la
velocità di Saturn V al momento dello spegnimento del primo stadio. Essendo il tasso di consumo del combustibile
Accenno ad alcune questioni tecniche
sui missili (I) Come abbiamo visto le
caratteristiche fondamentali del razzo sono sintetizzate nella formula (14):
Se con Mpr si indica la massa del propellente è
ovvio che
Per |
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A chiusura di questo modesto lavoro,
che sintetizza il mio interesse nel campo dell'astronautica, sento
il dovere di ringraziare il personale della biblioteca dell'Istituto
di Fisica Sperimentale dell'Università degli Studi di Palermo, per
avermi messo a disposizione il materiale bibliografico. |
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(II) Menucci, C., Silvestrini, V., Fisica 1,
vol.1, Bollati-Boringhieri, Milano; ·
(III) Roller, D.E., Blum, R., Fisica, vol.1,
Zanichelli, Bologna, 1984. |