A spasso con due geodediche: Tunnel ipocicloidale


 Estratto di una lezione di Meccanica Razionale

19 gennaio 1994


[...] La lezione odierna è finalizzata a far vedere come il calcolo delle variazioni, si presti ad un elegante problema di ingegneria: Studiare quale forma attribuire ad un tunnel per un sistema transito-rapido che collega i punti A e B del globo terrestre, sfruttando come fonte propulsiva l'accelerazione gravitazionale g (si trascurino gli attriti).

Iniziamo col determinare l'equazione della forza gravitazionale in funzione della componente radiale. Con ovvi passaggi si ha:

dove m1 è la massa del mezzo mobile, g l'accelerazione, r il raggio dinamico terrestre e R il raggio medio della terra. Dalla suddetta forza possiamo ricavare il corrispettivo potenziale gravitazionale, attraverso la seguente integrazione:

di cui la funzione V(r) è valida per . Per minimizzare il tempo di percorrenza dai punti A e B (vedere la figura 1), bisogna quantificare . La siffatta valutazione può essere stimata definendo, formalmente, la velocità (di regime) di percorrenza lungo il tratto AB:

di cui ds (il differenziale della lunghezza AB) espresso in coordinate polari sferiche, corrisponde:

Inoltre la velocità v, dal principio di conservazione dell'energia, può essere sritta nel seguente modo:

Pertanto

Quindi l'equazione della curva, definita nell'intervallo compreso fra i valori x1 e x2, corrisponde all'integrale di linea della funzione . In corrispondenza alla funzione cercata, l'integrale deve assumere un valore minimo. La variabile x prende qui il posto del parametro t (tempo):

Dal formalismo Lagrangiano si ha:

di cui segue che:

La soluzione generale della langrangiana, che ci permette di definire quale forma attribuire al tunnel su esposto, è una curva parametrica ipocicloidale (dimostrazione).


© copyright, Gaetano G. Perlongo

Home