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Ettore de Conciliis, Murale del Borgo di Dio, Trappeto (Palermo)


 

Nota sul vuoto mistico della retta di Gaetano G. Perlongo

di Pacifico Topa

 

La poetica di Gaetano G. Perlongo ha una sua inconfondibile caratterizzazione, perché, distaccandosi dagli schemi tradizionali del settore, si libra autonomamente nell'empireo classicheggiante d'una composizione dal contenuto non sempre di facile accesso. Oserei dire che mal si confà con chi si approssima umilmente al mondo poetico, se non è fornito di una buona dose di capacità intuitiva e di volontà d'approfondimento […] Perlongo naviga con la sua poesia in una atmosfera aulica che conquide, frastorna, ma che lascia ampia facoltà interpretativa. È interessante intravedere anche problematiche attuali che vengono viste da angolature piuttosto originali sempre pregnanti. S'intravede qualche spiraglio di pessimismo, di malcelato sarcasmo, di tiepida ironia, oltre che di intenso desiderio d'esprimere simbologie, perifrasi, anacoluti, conferendo alla estrinsecazione quella originalità indiscussa.
A sintesi di quanto detto c'è da sottolineare il fatto che le diverse tematiche vengono proposte con formulazioni linguistiche di pregevole spessore contenutistico, indice questo di uno spirito fervido ed anticonformista.

 

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