Ettore de Conciliis, Murale del Borgo di Dio, Trappeto (Palermo)

 

 

"La poesia di Perlongo conquista, per la profondità concettuale, per l'intensità e la ricchezza degli spunti di riflessione offerti…".

Antonina Addamo, coordinatrice della Libera Università Popolare "Danilo Dolci"

 

"[…] Mi piace, nell'opera di Perlongo, la trama fra scienza e filosofia resa in versi...".

Piercarlo Archetti, poeta e sociologo

 

"Gaetano Perlongo ha un estro vulcanico e un dire originale".

Nathan Apostolos, critico letterario e saggista

 

"…la poesia filosofica di Gaetano Perlongo è superba come la sua perla, che nasce dall’imperfezione della conchiglia...".

Agnese Bordona, editor

 

"[…] Gaetano G. Perlongo si trasforma in un suonatore d'arpa e muove magistralmente le dita della sua fantasia sulle corde della coscienza… …ed invita a cercare un nido tra le rughe nascoste dell'universo che non è un luogo, ma è la dimensione di Dio".

Orazio Caliandro, critico

 

"...fresca originalità sia nella forma espressiva sia nei contenuti...".

Michelangelo Camilliti, editore

 

"...la poesia di Perlongo è un lavoro d'intarsio operato sulla materia grezza del linguaggio".

Michelangelo Cammarata, scrittore

 

"La poetica perlonghiana è molto intensa e vibrante...".

Giuseppe Casarrubea, storico

 

"La poesia di Perlongo è un delicato ricamo... ...contro l'ipocrisia della civiltà".

Adalgisa Caschiman, poetessa

 

"Poeta intenso e capace di riassumere in pochissimi versi il grande fascino dell'infinito".

Tommaso Cervone, filosofo

 

"La fantasia non manca a Gaetano G. Perlongo […] Positiva la sua attenzione alla realtà d'oggi, con esiti di poesia civile, e piuttosto incisive alcune sue uscite epigrammatiche: «La globalizzazione va / ammainando la vela della vita / in un sottofondo crepuscolare»".

La Stampa, Specchio, Torino, n. 298, 27 ottobre 2001

"...scrive versi di acuta intelligenza, con immagini insolite e spesso efficaci, come in La licantropia del poeta: «Il sole / inchinandosi alla luna / lascia cadere / sul collinare tormento / dell’esistenza / l’organza della licantropia / e il guscio della coscienza»...".

La Stampa, Specchio, Torino, n. 374, 24 maggio 2003

Maurizio Cucchi, poeta

 

"…Gaetano Perlongo sa di essere di parte e di sentire le impellenze inderogabili e gli appuntamenti con la storia ... stando dalla parte di chi ha subito e subisce lo strapotere di coloro che hanno dominato e dominano il mondo...".

Orazio P.G. De Guilmi, Dirigente nazionale del volontariato

 

"Domina nell'analisi di scrittura di Gaetano G. Perlongo, quel "non senso" che affronta oggi, l'essere umano, nel suo percorso di vita. Una ferita, che si dilata sempre più e che difficilmente si risanerà perché dovuta a quel mancato «…equilibrio saturo si ambiguità /…»".

Aurelio De Rose, critico

 

"La poesia perlonghiana colpisce per l'incisività e la chiarezza con cui denuncia l'ipocrisia del potere...".

Francesco De Napoli, poeta e scrittore

 

"È notevole come Gaetano Perlongo riesca a passare dalla scienza alla letteratura e dalla letteratura alla vita…".

Samuele Di Falco, architetto

 

"Amo leggere Gaetano Perlongo, perché non è mai banale".

Gastone Dipisapia, critico cinematografico e sceneggiatore

 

"…Come pochi con sensibilissima intuizione, acuto connettere scientifico del pulsare cosmico dell'esistere, chiarissimo Gaetano registra e traduce: poetando e (quasi da contatore Geiger) riconnettendo versi filtrati dal proprio percettivo pulsare - IL TUTTO CON-PRENDE…".

Cielo Dolci, pittore

 

"…nella poesia di Perlongo […] abbiamo apprezzato i contenuti e le originali modalità espressive, capaci di comunicare sentimenti e sensazioni…".

Salvatore Fava, direttore editoriale del Libroitaliano - Editrice Letteraria Internazionale

 

"La cifra perlonghiana è estremamente interessante…".

Dražan Gunjaca, scrittore

 

"Perlongo... ...profondo poeta dell'isola dei grandi pensieri…".

Miranda Haxhia, poetessa

 

"…un poeta di profonda maturità psicologica…".

Antonina Izzi Rufo, critico

 

"Ho letto ed apprezzato le liriche perlonghiane... ...la densità stilistica non fa velo alla profondità con cui vengono affrontate le tematiche".

Giuliano Ladolfi, poeta e scrittore

 

"...liriche dove il verso osserva la realtà con poetica obiettività, talvolta con cinismo a causa delle brutture e le ingiustizie che ci sono sulla terra...".

Loredana Limone, scrittrice

 

"...ogni sua poesia è una perla tra le pagine di un libro...".

Giovanna Li Volti Guzzardi, poetessa

 

"La poesia di Perlongo è ben scritta, secondo me degna di riconoscimenti importanti nell'ambito della letteratura europea...".

Andrea Lunardi, discepolo del Buddismo Daishonin

 

"Perlongo supera con convinzione l'attributo di «insopportabilità» che il Montale «minore», nella sua ultima fase, quella della destituzione del sublime poetico, riferiva alla qualifica di poeta...".

Ugo Magnanti, editore e poeta

 

"In Perlongo vi è una poesia di alta fattura letteraria".

Luysa Maisha, poetessa

 

"Ho sentito parlare di Perlongo con Il Calabrone ha smesso di volare a Còrdoba nel 2002. Occasionalmente ritorno a leggerlo con Metessi a Zagabria nel 2003 e con Il vuoto mistico della retta a Castlebar nel 2004. Mi chiedo cosa sia più cosmopolita, la sua letteratura o il mio lavoro?".

Antenòr Makeba, economista e saggista

 

"[…] Per Gaetano Perlongo si può davvero parlare di un sincretismo letterario e artistico, espresso attraverso un profondo equilibrio e soprattutto un’ampiezza di riflessione che porta alla sublimità".

 

Angelo Manitta, poeta e scrittore

 

"…Perlongo, con la sua poesia, ha proposto un nuovo Uomo... ...un Uomo svincolato dai precetti dogmatici...".

Salvatore Marchese, filosofo in erba

 

"Quello che mi colpisce di più in Gaetano Perlongo è la «Dialettica Poetica», che spacca la Bellezza molto più efficacemente dei mattoni...".

Mario Morisi, giornalista e scrittore

 

"Nella poesia perlonghiana… …si è colti dalla ricerca di una profonda religiosità (moderna)… …dal desiderio di giustizia e libertà se non fuga da una realtà mal accettata, lo sguardo resta rivolto al cielo pur commentando con sofferenza i fatti della terra: la poesia resta una dimensione da eletti, persone straordinarie che con poche pennellate producono visioni, trasmettono emozioni, suggeriscono riflessioni".

Maria Vittoria Morokovski, scrittrice

 

"…Poesia di spessore [...] e poesia di forte ambizione linguistica...".

Walter Nesti, critico

 

"…Una poesia che mi sembra in divenire sugli aspetti che ne caratterizzano la cifra, nella direzione, vale a dire, di una compiuta osmosi tra forma e contenuto...".

Giovanni Nuscis, critico

 

"…Gaetano Perlongo si presenta al lettore con una poesia estremamente interessante e di sapiente fattura...".

Srda Orbanic, critico e scrittore

 

"…poeta di talento, dotato di una spiccata personalità...".

Patrizio Pacioni, critico e scrittore

 

"…se il fedele di Beatrice, per schermarsi dalle radiazioni penetranti della cupidigia, chiedeva aiuto a Virgilio, i maestri che Perlongo chiama a raccolta sono invece Hermann Hesse, Jorge Luis Borges, Bertrand Russell, Anise Koltz, Danilo Dolci. Personaggi illustri che il poeta (imitando quasi Ungaretti, che un tempo ricordava in fila i fiumi-guida della sua esistenza) enumera con affetto".

Pietro Pancamo, giornalista e poeta

 

"…Gaetano Perlongo, restituisce lustro ad una poesia impegnata...".

Giulio Perrone, curatore della collana poetica de "Il Filo Edizioni"

 

"…ammiro la Sua tenacia nel riproporre la necessaria denuncia contro una società abilmente pilotata verso il naufragio delle coscienze...".

Tomaso Pieragnolo, poeta e scrittore

 

"Perlongo... ...Credo sia un sopravvissuto, di quella specie di uomo che esisteva nell'eden, prima della contaminazione e che in questa società si muove con difficoltà. Gaetano, tende all'infinito ed a Dio, lo cerca e lo trova nelle sue formule d'alta matematica, di fisica, nel quotidiano, nel reale e nell'impalpabile...e non accetta compromessi se non per un progetto di bene superiore. La sua poesia seppur strapazza a volte il lettore, lo pone in un verismo toccante ed in un realismo attuale. Gaetano ricerca la radice delle cose e questo lo avvicina ai segreti della natura, alle domande che l'uomo da sempre si pone. Questo lo rende diverso dagli ominidi di questa epoca bramosi di gloria, potere e oro. Gaetano cerca il principio delle cose, l'assoluto. Gaetano grida al cielo: vuole sapere, vuole conoscere cosa muove il tutto e le sue azioni. La sua prosa risveglia il lato sinistro dell'uomo, il lato intuitivo, lo ammonisce e lo rende partecipe dei sussulti d'animo, il suo cammino è il cammino del saggio, che ascolta, che cerca, spesso solo nell'universo buio, i segreti del cosmo".

 

Sergio Pisciotta Hohenstanfen, poeta e saggista

 

"…poesia molto bella ed originale Uno stoico calibro 38: Gaetano Perlongo ha creato un’opera importante, densa di significati sociali. Solo un grande poeta come lui poteva riuscirci".

Floriana Porta, fotografa e poetessa

 

"Magistrale come Gaetano Perlongo sia riuscito a reinventare in Uno stoico calibro 38 la combinatoria di Italo Calvino".

Alice Randonelli, editor

 

"Ho letto con interesse Il calabrone ha smesso di volare, apprezzandone la costruzione e il particolare modo".

Paolo Ruffilli, critico e poeta

 

"[…] nei suoi versi il gesto di rivolta, a un tempo personale e morale, è proiettato verso l'esterno, degli uomini e delle cose…".

Carlo Ruta, storico

 

"Gaetano Perlongo è un autore siciliano: è incredibile come la Sicilia riesca a figliare così tante grandi individualità".

Timothy J. Sarch, fisico e matematico

 

"La poesia, affermò Michelangelo, è l'ala che ci porta verso Dio. Essa è, per sua stessa essenza, creazione e avvicina l'Uomo al Creatore per antonomasia. Gaetano Perlongo, per parte sua, realizza una felicissima sintesi dell'assunto allorché scrive «intaglio versi tra le umide labbra di Dio»".

Marco Scalabrino, critico e poeta

 

"[…] Nelle poesie di Gaetano batte il cuore di un nobile pirata, teso tra la nobiltà degli intenti e la spregiudicatezza del dire…".

Jolanda Serra, saggista e scrittrice

 

"Lapis è forse uno dei brani nei quali Perlongo, ancor più che altrove, esprime, cerca di esprimere, la multilinearità cui tendono alcuni pensieri. Nella manifestazione di una risonanza esistenziale con l'Universo che viene oltre che dai suoi studi di fisica (e prima di questi) dal sentire profondo quel vuoto che, perfetto, quasi puramente matematico, ne riempie l'essenza in un caos silenzioso ma creativo".

"La matrona della mistificazione è, nella sua inconcepibile semplicità, una spiegazione di quanto tutto, di fatto, resti impressione vera ma pur sempre del tutto inafferrabile. Di quelle biforcazioni caotiche, seppur forse strutturate, che formano il mondo, le vite e le storie; e che mai potranno esser fatte del tutto proprie".

Pietro Sferrino, reporter, scrittore e viaggiatore

 

"[…] La poetica di Perlongo è davvero eccellente. La costruzione delle immagini è complessa e invitante, così come l'accorta ricerca della musicalità delle parole".

Andityas Soares de Moura, poeta e rappresentante delegato dell'Accademia Internazionale "Il Convivio" in Brasile

 

"...un poeta decisamente nuovo nel modo di concepire e creare la sua poetica che dirò subito non è semplice, non è facile, non è scontata...".

Luciano Somma, critico e poeta

 

"...Con lui ci siamo sempre divertiti per il suo originale modo di scrivere: diretto e garbatamente contestatario".

Stefania Spinelli, curatrice della rubrica «Rimando» della rivista "Pick Wick"

 

"La sofisticazione di Metessi e la visionarietà de Il vuoto mistico della retta fanno di Perlongo un autore di rilevante livello".

Yoshiyuki Takazawa, saggista

 

"...Gaetano G. Perlongo offre al lettore le antitesi mistiche della sua personalissima poetica, dentro versi che sanno di sangue, di luccichio astratto, di fuga dal dono della sofferenza, per imbattersi infine nell'illuminanza...".

Gianmichele Taormina, critico e musicologo

 

"La poetica di Gaetano G. Perlongo è una elucubrazione linguistica che colpisce per la originalità espositiva […] Qui c'è tutta l'intensità di una mente ricca di immaginifica linguistica e di sentimento profondo".

Pacifico Topa, critico

 

"...benvenuta la «licantropia» (perlonghiana), se lo scopo è quello di trasformare, insieme alle persone, anche questo mondo di plastica e di cartapesta, di sangue e d'impostura...".

Umberto Vicaretti, filosofo e poeta

 

"Uno stoico calibro 38 di Gaetano Perlongo è un’ulteriore prova della sua raffinata abilità".

Andrea L. Vidàl, saggista

 

"...è interessante il tentativo (relativo a «Uno stoico calibro 38», ndr) di mettere assieme frammenti espressivi per costruire un collage poetico e una morfologia espressiva non logica o para-logica".

Salvo Vitale, filosofo e saggista

 

"La poesia di Gaetano aiuta a riflettere. Vocaboli a volte ricercati ci spingono a chiarirci sul loro esatto significato, la potenza della parola entra in maniera sottile nel nostro cervello, facendoci constatare che tante volte il bianco non è per tutti bianco…".

Benedetto Zenone, Presidente della Pro Loco di Trappeto

 

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