Sogni oziosi di maggio
di
Gaetano G. Perlongo
Ho sognato la notte
cristallizzarsi sulla finestra degli occhi
Ho sognato la stella Antares
trafiggere il loculo del cuore
Ho sognato l’intelligenza dei matematici
nel concepire l’architettura del pozzo cosmico
Ho sognato Eraclito
Ho sognato una femmina a ore
coll’umido manto della filantropia
Ho sognato d’aver sognato i pensieri
in crescente entropia
Ho
sognato il Giudeo
sul vascello dell’eresia
Ho sognato Dirac
Ho
sognato la mia ancella
danzare sul mare della rapsodia
Ho sognato il capitalismo
in necrosi e l’orgasmo dell’anarchia
Ho sognato il pegaso
e la nobile cavalleria
Ho sognato Giordano Bruno
Ho
sognato la penombra
della malinconia
Ho sognato l’ozio
di Hermann Hesse
Ho sognato la morte
i
vermi e l’oblio
Ho sognato Gödel
Ho
sognato la malizia
della meccanica quantistica
Ho sognato i nostri gobbi nella cloaca...
...colare verso la pianura dell’infamia
Ho sognato la madre
pregare il suo curioso diio (sic)
Ho sognato Russell
Ho
sognato la putrefazione
di “Mein Kampf”
Ho sognato la globalizzazione
in metastasi
Ho
sognato la nostra
badessa burocrazia
Ho sognato Borges
Ho sognato l’infinito
e il dedalo senza fine dell’universo
Ho sognato marioli in abito talare
vendere un’altra vita
Ho sognato Cantor
Ho
sognato il ruscello
sinfonico di Bach e gli amori perduti
Ho
sognato il Vaticano
e la misericordia abbigliata da sofisma
Ho sognato di vedere
dentro l’alba
Ho sognato Pessoa
Ho sognato il primo volo della
libertà
dal nido del terzo mondo
Ho sognato tarli
professare l’arte del dubbio
Ho sognato levrieri
vocalizzare il mio nome
Ho sognato mio Padre
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